METEO ABRUZZO 6-10 Dicembre 2021: analisi generale e tendenza meteo della settimana

Il Vortice Polare inizia a far emergere i primi cedimenti alle quote troposferiche, indice di maggiori estensioni degli anticicloni verso il Circolo Polare Artico. Una maggiore ondulazione della Wave 2 (Anticiclone delle Aleutine) in direzione del nord-ovest degli Stati Uniti è incrementata da un altro evento de La Nina che favorisce anche un’influenza seppur minima della circolazione atmosferica a scala europea. In effetti, i modelli fisico-matematici, incominciano ad inquadrare determinate corse modellistiche, le quali mettono in evidenza una serie di visioni d’insieme che simulano un mese di Dicembre a tratti molto perturbato sia sul nostro bacino del Mediterraneo che a livello europeo; ipotesi che tuttavia essendo a lungo termine sono ancora tutte da rivedere e da valutare più dettagliatamente nel tempo cronologico.

Il minimo solare, in contrasto con gli effetti del riscaldamento a livello globale, nonché il riassorbimento della lacuna del nuovo pack artico in sede groenlandese, dove lo scioglimento del vecchio causa sempre più rispetto ai dati meteorologici passati un raffreddamento del Nord Atlantico, giovano un ruolo attuale nel rendere più consenziente l’estensione dell’Anticiclone delle Azzorre lungo i meridiani che, altrimenti, come già successo sparirebbe dallo scenario atlantico e comparirebbe costantemente a smorzare l’Inverno sul comparto europeo, mediterraneo e addirittura russo-scandinavo e siberiano, come già successo negli altri Inverni relativamente miti attraverso valori sopra media sin sulla Siberia, mentre negli Stati Uniti nord-orientali e in Canada avvenivano le più forti ondate di gelo e di neve ad ammantare di neve e ghiaccio in particolare Toronto, Chicago, New York e Boston.  Tornando al dunque, la circolazione atmosferica a livello euro-mediterraneo risentirà degli effetti delle cause attinenti ai primi normali dissesti del Vortice d’Islanda e del Vortice Canadese attinenti al Vortice Polare. Questa situazione sinottica è molto più attingibile ad Inverni perturbati e nella media, rispetto ad eventi de El Nino che condizionato in maniera negativa rispetto alla media stagionale le medie invernali e delle altre stagioni, nonostante in alcuni Inverni, si siano riuscite ad associare le repentine e improvvise ondate di gelo di origine polare-continentale, ossia provenienti dalle steppe russo-siberiane o più in alto del 60° parallelo, di origine artico-continentale, dannosi dopo periodi sopra media o decisamente miti, or peggio maggiori inquinanti dovuti all’aria non rimescolata e anche eccessivamente umidi e nebbiosi dei bassi strati, da nuocere anche in questo modo alla nostra salute.

Sia prima che dopo l’Immacolata Concezione (8 Dicembre) la circolazione atmosferica sul comparto europeo e mediterraneo si manifesterà di nuovo attraverso l’alternarsi di due figure bariche ben distinte: la prima è il Vortice canadese che indirizza le perturbazioni in combutta con l’islandese ben lontano mediante il barcamenarsi dell’Anticiclone delle Azzorre sul medio-alto Atlantico. Tuttavia, il reticolato ravvicinato e concentrico di un’area di bassa pressione baroclina che si estende dal settentrione italiano al restante territorio peninsulare, sta avendo un’azione sempre più marcata attraverso la convergenza laddove maggiore e minore delle correnti d’aria in quota, di origine artico-marittima, nord-atlantica e subtropicale. In particolare il richiamo antiorario della bassa pressione atlantica sta determinando piogge e temporali su tutte le regione del Nord Italia e anche al Centro-Sud, specie in area tirrenica, come chiarificato già da mercoledì della scorsa settimana e con esordi al meridione e ritornanti il resto d’Italia giovedì, venerdì e questo sabato. Questa depressione meteorologica si sta attenuando facendo movimento estensivo verso sud/sud-est, ove la convergenza in quota si dissiperà a causa del calamitare secondo questa collocazione del vortice di bassa pressione mentre traslerà verso i Balcani.

Accumulo nevoso previsto al suolo fino a venerdi’ 10/12/2021

Nelle giornate di oggi e domani, successivamente al maltempo dai connotati tardo-autunnali di ieri, domenica 5 Dicembre, che si continuerà a presentare in un contesto variabile,  saranno probabili deboli nevicate lungo il versante adriatico dell’Appennino centrale e meridionale portandosi a priori o già dalla notte scorsa a bassa quota, a causa del lambirci da parte della massa d’aria fredda di origine artico-marittima in discesa verso i Balcani e verso la penisola, in particolare modo le regioni centrali e meridionali italiche, attraverso l’esposizione a tese e fredde correnti d’aria che si disporranno tali sui settori costieri adriatici e ionici, risultando più asciutte per stau sul versante sottovento e formazioni nuvolose variabili sopravvento per sollevamento forzato, privo dunque di sfondamento sui settori occidentali. A Ponente, infatti, i venti saranno più freddi e, al loro attenuarsi, ci sarà un abbassamento delle temperature anche nei valori minimi, le quali, mediante la densità dell’aria fredda che scenderà nei bassi strati, saranno decisamente dai valori invernali come anche si attesteranno in media le massime e la temperatura in caso di forte vento (Wind Chill) verrà avvertita decisamente più bassa nei confronti di queste ultime. Nelle giornate di domani e mercoledì le condizioni meteorologiche saranno migliori o all’insegna del miglioramento nonché caratterizzate da cieli tersi su quasi tutta la nostra penisola e anche su tutto il Centro-Sud e la nostra regione Abruzzo. Tuttavia, già dalle ore pomeridiane di mercoledì, la pressione atmosferica ricomincerà a diminuire mediante l’avanguardia di un’intensa perturbazione di matrice nord-atlantica che, distaccandosi dal Vortice d’Islanda, darà luogo ad un’area di bassa pressione euro-mediterranea dalla matrice extratropicale della perturbazione che giungerà attorcigliata in moto antiorario dal minimo che la condurrà sui nostri ranghi, il quale ci attraverserà consentendo annuvolamenti associati a piogge diffuse e temporali, a tratti di forte intensità sulle nostre zone interne e sui settori centrali adriatici, queste ultime in grado successivamente di assumere carattere nevoso fino a bassa quota attraverso l’affluire di masse d’aria fredda dal Nord Europa catapultate dal movimento dell’Anticiclone delle Azzorre di nuovo in maniera poco estensiva sino al Nord Atlantico. Esse vi saranno attanagliate in senso antiorario dall’Europa centro-orientale allo stivale. Ne torneremo sicuramente a parlare, data la distanza di tempo che ci separa da quest’ultima tendenza e riguardo le ipotesi formulate in base alle osservazioni dei grafici ensemble e degli indici tele-connettivi, ivi incluse le statistiche meteo-climatiche.

Articolo a cura di Riccardo Cicchetti

 

 

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