Non si vedeva un inizio di febbraio così FREDDO dal 2012, ed ora che succederà? | Meteo Abruzzo

il sottomedia a febbraio incalza in prima decade, una situazione differente rispetto agli ultimi anni, e risulterà quindi la prima decade più fredda dopo il 2012.

Anomalie di temperatura in quota

Il freddo in terza decade di gennaio e prima decade di febbraio è stata spesso una costante degli anni 2000 fino al 2012. La differenza con quegli anni è il trend di fondo che è molto differente. Ad ogni modo l’anno 2023 è partito col piede giusto in ambito pluviometrico e non male sul lato termico.

La perturbazione appena terminata è stata frutto di un’ondata di gelo sul comparto orientale dell’Europa e che ha interessato in modo più marginale anche l’Italia. È risultata abbastanza secca in quanto eravamo sul bordo occidentale dell’irruzione fredda e di conseguenza anche la pressione era alta (~1030/1035hPa) ma ha portato comunque molto freddo e precipitazioni nevose sparse soprattutto sul lato orientale della nostra regione e nelle zone soggette a stau. Il gelo si è fatto sentire in particolar modo nelle zone montuose dove si sono registrate diverse giornate di gelo consecutive. Le giornate più perturbate sono state quelle di mercoledì e giovedì grazie ad un flusso umido in risalita da sud est e guidato da un minimo di bassa pressione a sud della Sicilia che ha causato contrasti anche sul medio versante adriatico. La neve si è spinta fino a quote di pianura e sul mare in qualche caso, ove le precipitazioni sono state più intense.

UNO SGUARDO AL PROSEGUO DI FEBBRAIO?

un forte riscaldamento stratosferico verso il cuore del vortice polare sembra confermato e questo potrebbe avere degli effetti alle nostre latitudini e portare anche a nuovi impulsi freddi da Nord Est sul comparto europeo tra fine febbraio e inizio marzo.

Intanto, nei prossimi giorni inizierà un periodo più stabile e meno freddo soprattutto durante le ore diurne. Saranno ancora possibili gelate notturne e mattutine, in particolar modo nelle zone soggette ad inversione termica e qundi nelle valli, conche e zone di pianura del territorio regionale.

Analisi di Lorenzo Solazzo

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